Vecchie esperienze-old experiences

12.08.2015 01:21
 

Cavalli e ragazzi, un istruttore racconta.

 
 

BRUNO GIONGO, istruttore di Oristano, ha tenuto uno stage presso l’azienda Tanca Regia dell’Istituto Incremento Ippico della Sardegna. Ecco il racconto della sua esperienza con i  giovani cavalieri.
“Essendo una lezione in sostituzione all’attività di campagna ho scelto di comportarmi con i ragazzi come un cavallo adulto, quando è inserito in un branco di giovani puledri. Ciò che mi ero prefissato era  di attirare da subito la completa attenzione da tutti i ragazzi..            Arrivato a Tanca Regia, sono entrato in modo plateale negli alloggi dei ragazzi, e senza dar loro il tempo di pensare, ho iniziato a sgridarli per come si stavano comportando nei momenti del campus che trascorrevano da soli. La mia severità verbale li mise tutti in uno stato di allerta tale che si precipitarono verso l’aula di teoria.
“Ovviamente al mio ingresso in aula erano tutti seduti ai propri posti, pronti a reagire alla mia eventuale severità. Iniziai invece in maniera molto amichevole, parlando del loro comportamento e accettando senza confutarle le loro strampalate giustificazioni. Poi iniziai la lezione facendomi raccontare da ognuno di loro le attività  che svolgevano e le caratteristiche del loro cavallo. Senza che si accorgessero dell’inizio della lezione,  cominciai a utilizzare i loro racconti per descrivere ogni singolo problema e chiedere a tutti come lo  avrebbero risolto. Molte delle soluzioni proposte dai ragazzi erano il prodotto di un’idea coercitiva dell’equitazione, ma, facendoli ragionare su quale fosse lo stato d’animo del cavallo in questione e suggerendo una strada alternativa, i ragazzi modificavano completamente le soluzioni proposte.
“La parte pratica prevedeva di imparare a riconoscere i tratti fondamentali del carattere di ciascun cavallo. In aula avevamo cercato di elencare i vari atteggiamenti, sia del cavallo “focoso; forte; difficile e furbo”, che del cavallo “ pauroso; timido; facile e senza sangue”.  La prova consisteva nel descrivere il carattere del proprio cavallo e poi, dopo averlo liberato nel maneggio, cercare tutti insieme, di individuarne il carattere attraverso gli atteggiamenti , I ragazzi si sorpresero molto per la facilità con la quale impararono a identificare, attraverso i vari atteggiamenti assunti dai  cavalli, se questi fossero dominanti o un gregari. La medesima sorpresa la provavano nel rendersi conto che, grazie un’osservazione più attenta, quasi tutti avevano modificato l’idea che si erano fatti del carattere dei propri cavalli.
“Nelle lezioni successive, i ragazzi avevano tante di quelle domande e curiosità da farmi che tutta la parte teorica fu dedicata ai chiarimenti dati alle loro richieste. La cosa più piacevole fu che, a mano a mano che procedevo nella lezione, tutti iniziarono non solo a utilizzare i termini da me indicati per descrivere varie situazioni, ma soprattutto a formulare loro stessi delle risposte etnologicamente corrette. Per la  parte pratica fu la stessa cosa: i ragazzi sembrarono entusiasti nel notare qualche particolarità del cavallo in esame e immediatamente comunicarlo agli altri.
“La cosa importante che è emersa fu che, pur  lavorando solo con i cavalli scossi ( al più si saliva e scendeva sul cavallo a pelo), i ragazzi non solo non si resero conto di aver superato i tempi della lezione, ma chiesero di proseguire con la sperimentazione pratica tanto a lungo che fui costretto a finire tra cori di disappunto. Raggiungendo gli alloggi continuavano inoltre a discutere di quanto avevo loro spiegato dimostrandomi di aver capito il significato della mia lezione.
“Al termine dei tre giorni, tutti i ragazzi erano diventati consapevoli dell’importanza di fare attenzione  alle componenti psicologiche (per loro “come pensa”) del cavallo, ma, con mia grande preoccupazione, iniziarono a criticare determinati atteggiamenti visti all’interno del proprio circolo, descrivendo situazioni e fatti che rasentano veri e propri atti di maltrattamento. Uno in particolare iniziò a descrivere gli atteggiamenti visti compiere dal proprio genitore nei confronti di vari cavalli con la consapevolezza che non era giusto trattare cosi gli animali. Ho provato grande disagio nel dover commentare tali racconti, perché non era facile spiegare che tali atteggiamenti sono da considerarsi vere e proprie sevizie…essendo compiuti da quelli che loro ritenevano i loro “maestri”. 
“La cosa più bella invece è stata la sensazione che io fossi un vecchio uomo di cavalli che parlava loro di cavalli soddisfacendo la loro fame di conoscere storie e curiosità su questi animali. Mi ha ricordato quando anche io ero ragazzo e insieme ai miei amici sedevamo  intorno ai grandi per sentire le loro avventure con i cavalli.  Era un modo di vivere esperienze indirette e situazioni equestri che sicuramente non saremmo mai riusciti a sperimentare di persona, ma che come accade a tutti i bambini, ci portavano a fare dei viaggi con l’immaginazione e dunque a sviluppare il senso della fantasia cosi utile, per me, nello svolgimento quotidiano della pratica equestre.
“Ho avuto occasione di incontrare in tempi successivi alcuni partecipanti allo stage, e mi sono stupito per quanto affetto mi abbiano manifestato, nonostante ogni tanto abbia dato qualche severa strigliata per alcuni loro atteggiamenti che io valutavo sbagliati  nei confronti dei cavalli.  Questa esperienza ha confermato in me che al di là dell’equitazione accademica, ciò che è veramente  importante è l’aggregazione, la socializzazione e il parlare con i ragazzi di storie vissute con i cavalli.”

 

Horses and boys, an instructor says.
BRUNO GIONGO, instructor of Oristano, held an internship at the company Tanca Regia Horse Increase Institute of Sardinia. Here is the story of his experience with the young riders.
"Being a lesson to replace the activity of campaign I choose to behave with children as an adult horse, when it entered into a herd of young foals. What I set for myself was to draw immediately the full attention of all the guys .. Arrived in Tanca Regia, I entered so blatant in the accommodation of the boys, and without giving them time to think, I began to shout at them for the way they They were acting in times of campus who spent alone. My severity verbal put them all in a state of alert that rushed to the classroom theory.
"Obviously when I joined the court were all sitting in their seats, ready to react to my eventual severity. I began instead in a very friendly, talking about their behavior and accepting without refute their outlandish excuses. Then I started the lesson by making me tell each of their activities taking place and the characteristics of their horse. No they realized the lesson, I began to use their stories to describe every single problem and ask everyone how they would have solved. Many of the solutions proposed by the students were the product of coercive idea of ​​riding, but, by making them think about what was the state of mind of the horse in question and suggesting an alternative route, the guys completely altered the proposed solutions.
"Exercises included learning to recognize the essential features of the character of each horse. In the classroom we had tried to list the various attitudes, both horse "fiery; strong; tough and smart ", that of the horse" scary; shy; easy and bloodless. " The test was to describe the character of your horse and then, after delivering him in the stables, trying all together to identify the character through attitudes, The boys are very surprised by the ease with which they learned to identify, through the various attitudes made by horses, if they were dominant or gregarious. The same surprise felt when he realized that, thanks a closer look, almost all had changed the idea that they had become the character of their horses.
"In later lessons, the boys had so many questions and curiosity to me that the whole theoretical part was dedicated to the explanations given in to their demands. The most pleasing thing was that, as they proceeded in the lesson, everyone started not only to use the terms I mentioned to describe the various situations, but above all to formulate their own answers ethnologically correct. For the practical part was the same thing: the kids seemed excited to notice some peculiarities of the horse in question and immediately communicate it to others.
"The important thing that emerged was that, although working only with horses shaken (as it rose and fell on the horse sleeping), the boys not only did not realize that he had passed the time of the lecture, but was asked to continue with practical experimentation so long that I had to finish among choirs of disappointment. Reaching the accommodation also continued to discuss what I had explained to them showing me that you understand the meaning of my lesson.
"After three days, all the boys had become aware of the importance of paying attention to psychological components (for their" think like ") of the horse, but to my great concern, began to criticize certain attitudes seen in the right circle, describe situations and events that border on real acts of ill-treatment. One in particular he began to describe the attitudes seen from their parent perform against several horses with the understanding that it was not right to treat animals well. I felt great discomfort in having to comment on these stories, because it was not easy to explain that these attitudes are to be considered real torture ... being made by those they believed their "masters".
"The best thing however was the feeling that I was an old man who spoke their horses horse satisfying their hunger to hear the stories and facts about these animals. He reminded me of when I was a boy, and also with my friends sat around the great to hear their adventures with horses. It was a way to live vicarious experiences and situations equestrian surely we would not have to experience for yourself, but as happens to all children, brought us to make travel with the imagination and thus to develop a sense of fantasy so useful For me, in the daily practice of equestrian.
"I was able to meet at different times some participants to the stage, and I was impressed by how much affection I have shown, despite occasionally gave some severe dressing-down for some of their attitudes towards me I evaluate the wrong horse. This experience has confirmed for me that beyond academic equitation, what is really important is the aggregation, socialization and talk to the guys of stories lived with the horses.