L'età giusta- Addestramento e benessere animale-

10.11.2014 17:49

 

l'età giusta

Addestramento e benessere animale

 

  Dopo aver partecipato al secondo seminario "Cavallo e cavaliere tra tecnica, scienza e cultura" a Roma, in mè si è rafforzata l'idea che ancora non ho sentito parlare dei risvolti che il modello allevatoriale ha su i cavalli pronti da predisporre all'obbedienza ("pronti a domare").

     Grazie ai relatori di alto livello internazionale, il percorso vincolato ai temi del seminario, tecnica, scienza e cultura, ha permesso a tutti di avere una visione più chiara dei meccanismi e degli stati d'animo del cavallo nella fase dell'addestramento.

     Anche nella parte teorico/pratica, tenuta dal Dott. McLean, abbiamo visto quanto la tecnica avvicini i vari risultati ottenuti dai binomi. Le uniche differenze dei risultati erano causate dal comportamento diverso dei cavalli. Praticamente si notava, ad esempio, che nel lavoro alla mano, eseguendo l'alt, un puledro, non aveva dimestichezza della presenza dell'uomo alla destra. Riuscendo a ottenere un risultato in un tempo molto più lungo, in confronto a gli altri cavalli, ma sicuramente più che di "risultato", si deve dire di un abbozzo di questo...

    Quando è giusto allora iniziare a predisporre all'obbedienza un puledro?

     Per far si che la risposta a questa domanda non si faccia influenzare da valutazioni estremiste, vorrei precisare il mio pensiero su l'equilibrio naturale e su quello psico/fisico:

    Già da tempo, è mia convinzione che, per la stramaggioranza degli uomini e per la maggior parte di tutti gli esseri viventi, che hanno contatti con gli esseri umani, ora mai non si può più parlare di equilibrio naturale, perchè già dai primi istanti della nostra vita, gli usi e i costumi hanno un impatto artificiale su di noi.

    Parlando di cavalli, probabilmente in qualche zona esistono branchi di cavalli autoctoni, allo stato brado, che mantengono un equilibrio che si avvicina a quello naturale. Per il resto, l'interveto dell'uomo e delle sue attività, crea soggetti condizionati artificialmente.

    Proviamo a pensare alla fase dello svezzamento dei puledri dalle fattrici. L'intervento umano non solo sceglie come e quando separare il puledro dalla madre, ma interviene in maniera fondamentale sullo sviluppo del carattere del cavallo. E' di facile intuizione, riconoscere da come si comporta un puledro, come è stato trattato nel suo primo anno di vita.

    Questo per confermare un mio punto fermo, con i cavalli allevati dall' uomo non si può parlare di "naturale".

     Ponendo il quesito a Dott. McLean, ha affermato che "non c'è niente di naturale nel montare o usare il cavallo, mentre è molto naturale, vista la specie umana e quella equina, che l'uomo si mangi il cavallo".

    Ha differenza di quello naturale, è possibile rispettare l'equilibrio psico/fisico del puledro. Sarà sufficiente dare al uomo le chiavi di comunicazione (tecniche) con il cavallo e a quest'ultimo il codice per decifrare la comunicazione.

    Per mia esperienza, come personal horse coach, sono stato testimone della semplicità con cui, una volta chiariti i punti basilari per una corretta conoscenza dell'animale, chiunque è riuscito, in tempi rapidi, a gestire le chiavi di comunicazione per l'interazione con i cavalli. Purtroppo la stessa cosa non vale per i cavalli, solo quelli che hanno avuto un buon governo alla mano, nel primo anno di vita, sono riusciti a decifrare e comprendere la comunicazione dell'uomo, anche da subito e senza incertezze....

    Da qualche parte, probabilmente anche qui sul sito (per chi mi legge online), scrivo qualcosa in materia del perchè oggi necessita la pratica della doma per i cavalli. In riguardo sostenevo, che purtroppo oggi come oggi, proprio per garantire il massimo del benessere possibile, eravamo obbligati a snaturare i cavalli, per tanto legarli, montarli e usarli in generale, ne garantiva la loro sopravivenza. A questo punto, la domanda mi è venuta di prepotenza, a che età bisognerebbe iniziare la predisposizione all'obbedienza? Ne anche Federico Caprilli ci ha parlato di quest'aspetto, infatti lui parlava di equitazione naturale con soggetti pronti per essere montati. Sono più che convinto che se non fosse scomparso prematuramente, ci avrebbe insegnato come predisporre all'obbedienza i cavalli a partire dal loro svezzamento.

                                                                    Bruno Giongo